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100° Congresso Nazionale del CAI a Firenze

il 31 ottobre e il 1 novembre si è svolto il 100°congresso nazionale del CAI a Firenze sul tema:

QUALE  VOLONTARIATO PER IL  CAI  DI DOMANI?

per approfondimenti      http://congresso100.caifirenze.it/

Comunicato CAI al termine del congresso :

425 soci provenienti da 133 Sezioni CAI italiane hanno partecipato sabato 31 ottobre e domenica 1 novembre al 100° Congresso del Sodalizio a Firenze.

425 Soci del Club alpino italiano, provenienti da 133 Sezioni di tutta Italia, hanno dibattuto sul ruolo del volontariato nel CAI di domani e sulle modalità per rendere l’offerta del Sodalizio sempre più appetibile, in particolare per i giovani, in occasione del 100° Congresso, conclusosi domenica 1 novembre 2015 a Firenze.

 

“Il vero Congresso parte da oggi, perché possano essere rielaborate, discusse e confrontate le considerazioni emerse in questi due giorni”, ha affermato il Presidente generale del CAI Umberto Martini, dopo aver ascoltato le relazioni finali dei tre Gruppi di lavoro (“Volontariato nel CAI di oggi” con 49 partecipanti, “Volontariato nel CAI di domani” con 103 partecipanti e “Associazionismo e servizi” con 61 partecipanti) che si sono riuniti ieri al Nelson Mandela Forum del capoluogo toscano.

 

I temi dibattuti sono stati ampi e diversificati, partendo dalla possibilità di aprire al professionismo determinate attività su cui all’interno del CAI oggi si potrebbe puntare maggiormente (promozione del marchio, merchandising) fino ad arrivare ad una maggiore responsabilizzazione dei giovani per coinvolgerli maggiormente nelle attività.

 

“I Congressi non deliberano, ma propongono argomenti su cui dibattere, demandando poi le decisioni alle annuali Assemblee dei Delegati”, ha ricordato il Presidente generale. “La centralità del Socio e la fedeltà ai nostri valori fondanti sono punti fermi del nostro operare presente e futuro, ma dobbiamo valutare se c’è bisogno di una qualche forma di supporto professionale alla nostra attività. La crisi economica e l’avanzamento dell’età pensionabile hanno infatti ristretto il raggio di azione del volontariato nella società odierna. Questo naturalmente senza nessuna deriva aziendalista del CAI. Si può sempre migliorare, senza dimenticare il nostro grande valore attuale”.

Per quanto riguarda i giovani, Martini ha espresso la possibilità di un coinvolgimento all’interno del Sodalizio che si avvicini a quello dei soci più anziani, per mantenere in loro la voglia di avventura e l’amore per le Terre alte.

Comunicato Club Alpino Italiano

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